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Il buddismo è una religione?

il buddhaMi sono deciso ad affrontare l’argomento, in seguito alla pubblicazione degli ultimi due articoli riguardanti la religione. Tutto quel che segue comunque va inteso solo in senso propedeutico e massimale, il cui scopo è fare chiarezza.

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Schopenhauer o del nichilismo

SchopenhauerArthur1788-1860C’è un filosofo che è stato ritenuto una sorta di padre putativo del buddismo in occidente: si tratta di Arthur Schopenhauer.

Pensatore importante, a tratti fascinoso, dotato di una personalità vivace per non dire spigolosa: era proprio lui che chiamava con il poco benevolo appellativo de “i tre ciarlatani” Fichte, Schelling ed Hegel, la gloriosa trimurti dell’idealismo tedesco.

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Kant e la meditazione del Buddha

metafisicaLa filosofia di Kant è in un certo senso l’inizio rigoroso del filosofare in occidente.

Certamente egli non è stato il primo pensatore a offrirci una visione o interpretazione “organica” della realtà, ma è stato il primo a interrogarsi sui limiti del nostro modo di esperire il reale, sottoponendo l’attività della ragione a una critica serrata che a tutt’oggi rappresenta la grande pietra miliare da cui ogni epistemologia o teoria della conoscenza non può assolutamente prescindere.

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Krishnamurti ovvero della spontaneità creativa

krishnajiC’è un filo sottile che divide l’essere inserito in un certo tipo di cammino o tradizione  spirituale dall’identificazione assoluta con le forme di tale tradizione che è sempre un modo sottile ma pervicace di attaccamento.

Così come c’è lo stesso filo sottile tra l’avere un insegnante che ti è guida e ispirazione e l’essere psicologicamente dipendente da qualcuno senza il quale ritieni di non poter essere autosufficiente, umanamente o spiritualmente.

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Il pungolo nella carne

II – Diario di un Meditatore

Perché mai dovremmo andare alla ricerca della Realtà? Non abbiamo già una realtà in cui siamo calati, realtà quotidiana, personale, condivisa? Forse che la scienza e la filosofia non ci possono dare tutte le risposte di cui abbiamo bisogno? E se queste si rivelano insufficienti non possiamo attingere direttamente a quei bagagli collettivi di sapienza e di devozione che abbiamo a disposizione da millenni e che vanno sotto il nome di “religioni”?

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